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martedì 14 marzo 2006

Berlusconi vs. Prodi

E' da tempo che gli Italiani vogliono un confronto diretto sui veri temi scottanti e i problemi che affliggono il nostro paese. Primo fra tutti sapere se il Berlusca tifa per Costantino o Daniele. Il Premier risponderà: "Non mi sbilancio, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che Canale5 è controllata da me, ma, se proprio dovessi essere sincero, Costantino mi sta un po' antipatico. Lo proporrò per il ruolo di Kapo". Poi quel che si potrebbe domandare a Prodi è se, dopo anni, ha capito finalmente che se l'Italia è in Europa non è per merito suo ma perchè ci è sempre stata. Gli si potrebbe chiedere anche perchè non abbia provveduto piuttosto a portare a termine quel che Garibaldi non ha terminato: unire la Sicilia all'Italia. Cavolo, solo tre chilometri, poteva anche farlo. Ci saremmo risparmiati una miriade di discussioni sul ponte sullo stretto (ecco, vedete?, lo dice la parola stessa, "stretto", che ci voleva a chiuderlo?). E invece no, quel testone di Prodi voleva unire l'Italia all'Europa. E spingi, spingi, spingi, per forza ci sono cresciute le Alpi. Ma che te spigni!
Stavo dicendo, gli Italiani non sono curiosi di conoscere i programmi politici dei due schieramenti, ma di sapere se Prodi e Berlusconi esistono in quanto entità separate oppure sono la stessa persona affetta da sdoppiamento di personalità. Eh sì, perchè questo è il dubbio sollevato da molti, visti gli innumerevoli rinvii al confronto diretto. Ecco, signori, abbiamo pubblicato la foto che testimonia che i due uomini sono reali e distinti. Il signor Guadagno vorrebbe tanto vederli coniugati, ma ci salvano le leggi matematiche: per nostra fortuna non sarebbero più reali, o meglio, se fossero reali sarebbero coincidenti, contro l'ipotesi del problema.
Gli Italiani ardono, sono ingordi, avidi, resteranno incollati al televisore tutta la sera, per vedere chi per primo infrangerà le regole ferree del confronto all'americana, e sopratutto, quante ne infrangerà. Contemporaneamente.
Manco a farlo apposta, nel turbine delle polemiche e delle puntualizzazioni, alla Rai si sono sbagliati e hanno copiato di sana pianta le regole del Wrestling all'americana. Quindi:
  1. Quando Prodi parlerà, Berlusconi non potrà prendergli la testa e sbattergliela sul pavimento. Potrà farlo solo se non fuoriesce sangue.
  2. Prodi non potrà accecare l'avversario politico, nè tirargli i capelli (anche per ovvi motivi fisiologici). Avrà il potere però di pestargli i piedi.
  3. Berlusconi non potrà strappare le guance di Prodi e metterle in vendita al posto della mortadella dello "zozzone" di Viale Kant, Roma, Italia, Europa (vedi Prodi???).
  4. Prodi non potrà dire a Berlusconi di essere un mafioso solo perchè vuole unire la Sicilia all'Italia.
  5. Berlusconi non potrà alzarsi ed andarsene.
  6. Prodi non potrà mettersi la parrucca dell'Annunziata lamentandosi del fatto che in politica ci sono sempre le stesse facce (ma nessuno dei due lo farà, statene certi. E non sto parlando di indossare la parrucca dell'Annunziata).
  7. Prodi non potrà usare Fassino a mo' di frusta.
  8. Le telecamere dovranno inquadrare soltanto Mimun o, ancor meglio, soltanto la valletta di Mimun (sperando che ce ne sia almeno una, visto che la pagheremmo comunque noi).
  9. Non valgono strangolamenti.
  10. Non rubare.
  11. Non commettere adulterio.
  12. Non desiderare alleanze d'altri.
Ecco, mi pare siano tutte. Pensavo di aver stabilito il record di regole infrante contemporaneamente. Ma dovrò ricredermi. Eh... sono ormai lontani i tempi in cui investii una vecchietta sulle strisce di notte e non la vidi solo perchè avevo i fari spenti, andavo a 180km/h ed ero ubriaco. Che nottata, quella. Nessuno mi disse nulla, com'anche per il fatto delle cinture non indossate o del sms che stavo mandando a mamma o del bicchiere d'acqua che avevo in mano per mandare giù quella pasticca, neanche i cinque amici che avevo sul sedile posteriore che porelli erano impegnati a togliere il sangue dal lunotto posteriore perchè il cadavere non aveva voluto saperne di entrare nel portabagagli. Vabbè, me ne farò una ragione.

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