Mailing list

Vuoi essere informato non appena viene pubblicato un nuovo articolo? Iscriviti alla nostra mailing list!
La tua email:


martedì 28 settembre 2010

Cotton Fioc: alcune domande

Hai un cotton fioc da prestarmi?

Ormai il cotton fioc ha sfondato, bisogna dirlo: il bastoncino dell’amore sta sconvolgendo anche le abitudini degli italiani e domande come “Hai un cotton fioc da prestarmi” non sono più innocenti come un tempo.

Anche se le recenti scoperte di cui siete venuti a conoscenza su questo blog sono indubbiamente sensazionali, a volte non tutto va come dovrebbe andare: c’è chi infatti si è lamentato perché non solo non ha sentito niente durante l’applicazione del cotton fioc, ma non ci sente più nemmeno dopo perché il cerume, premuto a più riprese dal presunto strumento di piacere, gli si era addensato in fondo alle orecchie. Lo scandalo non ha tardato a esplodere in tutto il suo clamore; tant’è vero che, il giorno dopo il 5-0 azzurro sulle Far Oer, sono comparsi titoli allarmanti su giornali che normalmente non si occupano di questi temi: Tuttosport, per esempio, ignorava bellamente la sonante vittoria italiana e se ne usciva col titolo “Il cerume batte l’amore due a zero”.
Mario Kraus

venerdì 24 settembre 2010

Deficiens Moto Contest

Fra qualche giorno si svolgerà a Roma il Deficiens Moto Contest. Per gli anglofobici, una piacevole serata in cui centauri lobotomizzati, durante una normale passeggiata a 200 chilometri orari, trovano sulla loro strada una simpatica pedana posizionata poco prima di 20 autobus messi in fila. I cerebrolesi, piuttosto che aggirare la fila di autobus come farebbe una persona con tutte le rotelle a posto, decidono di prendere la strada più breve e vengono lanciati ad un'altezza di 30 metri. Quando atterrano, incredibilmente sulle ruote e non sulla testa, hanno pure trovato il tempo di scendere e risalire in sella, girare il manubrio di 180 gradi, controllare l'olio, spolverare la marmitta con la pelle di daino e parlare col loro amico immaginario.
La manifestazione non è sponsorizzata da un'Azienda di superalcolici, come potrebbe desumersi dal tono della serata, tanto meno dalla Sisal (“è più facile fare sei al Superenalotto che chiudere la serata al ristorante e non al cimitero”), ma dalla conosciutissima Redbull, che anzi dovrebbe aumentare la lucidità e cancellare istantaneamente i sintomi di una sbornia.
Ma sembra che l'Organizzazione creda che la legge 626 sia solo la quarantesima legge prima di quella più famosa, promulgata direttamente dal diavolo - che però non ha dovuto chiedere la fiducia.
Ricordiamo di aver letto su qualche sito che l'anno scorso un pilota si è lamentato del Long Island troppo alcolico servitogli poco prima dello showtime e ha ricevuto in tutta risposta una correzione col centerbe. Al momento del salto, invece di salire sulla pedana opportunamente segnalata con fiaccole, ha imboccato la statale attigua – le fiaccole erano anche là: lo hanno ritrovato tre giorni dopo con la testa infilata nel tubo di scappamento di un pullman della linea Ponte Mammolo – Valmontone parcheggiato nel deposito Cotral di Grotta Rossa.
Dopo una settimana hanno ritrovato il secondo, che era andato a cercare il collega, questa volta appeso ad un riflettore dello Stadio Olimpico. La manifestazione si svolgeva a Bologna in occasione del rave onanista dei Mano Wars.

martedì 21 settembre 2010

Attenti al Maiale

Nel post di oggi facciamo una breve deviazione, come quando stiamo andando sulle Dolomiti e ci viene improvvisamente voglia di una foto sotto alla Sfinge, a chi non è mai capitato almeno una volta.

Parliamo di libri.

Considerarlo un terreno minato sarebbe un eufemismo, e vi confessiamo di provare un certo timore reverenziale per la letteratura in genere. Con il nostro gesto infatti non vorremmo metterci in competizione con gli inarrivabili guru della critica letteraria, Fabio Volo e Topo Gigio per citarne alcuni, eppure, nel nostro piccolo, vorremmo poter dire la nostra.
Ci piange il cuore (abbiamo la camicia bagnata di lacrime) per aver perso l'occasione di recensire a loro tempo i capolavori di Faletti; abbiamo perso il sonno per due settimane. Per rifarci del fatale errore che non ci ha consentito di concorrere per il Pulitzer, abbiamo pubblicizzato in anteprima mondiale il nuovo thriller di Cristina del Grande Fratello. Ancora non sappiamo con precisione quando uscirà, né se Cristina del Grande Fratello scriverà mai un thriller, tanto meno se a Cristina capiterà mai di mettere una parola dopo l'altra senza inciampare in qualche sfondone. Fatto sta che, dal nostro articolo (di cui è andata persa ogni traccia), si è sollevato un vespaio che però, in fondo, ha nociuto più ai nostri stessi detrattori.

Forti del successo riscosso in passato, stavolta è nostro immenso piacere portare sotto la luce dei riflettori lo scrittore rivelazione del 2010, l'autore che ha fatto parlare di sé in lungo, in largo ed in profondo; scandalistico, riflessivo, intellettualoide con un certo retrogusto fruttato: Everaldo Maiale.

Fino a qualche mese fa, decanta l'Avverso-Aceti, Maiale era il più importante scrittore del suo pianerottolo, e già questo era un ottimo risultato. Assiduo frequentatore del circolo bocciofilo "Jessica Rizzo" di Roccacannuccia, non faceva mai una partita, destando i sospetti degli arzilli vecchietti. Insomma, un'esistenza del tutto normale, almeno fino all'uscita del suo primo libro autobiografico dal titolo "Gli occhi sono lo speck dell'anima", che lo ha proiettato sulla scena letteraria italiana.
Grazie alla sponsorizzazione della sinistra illuminata – tanto per intenderci la stessa che ha dato una spinta ai fratelli Muccino, a mezza Melevisione e, secondo talune fonti, anche a Dodò - la risposta dei lettori non è stata entusiasmante, anzi a tratti freddina: secondo un sondaggio ANSIA, il 90% dei volumi venduti nel 2009 è stato utilizzato per correggere il rinomato problema di statica dei tavoli Stokkensvalborg, di cui per ragioni legali non possiamo menzionare il produttore.

Ma la notorietà del Maiale, per cui la critica ha assegnato all'autore le tanto agognate quattro palle di pubblico (benché, a pensarci bene, per i libri non abbia molto senso), è giunta inattesa nel primo trimestre 2010 con la pubblicazione della collana "Grazie Arcangelo", che vanta ad oggi opere di un certo calibro come l'introspezione filosofica "Dammi i documenti e ti dirò chi sei" nonché il documentario di guerra "Tre mitra sopra il Celio". È di luglio di quest'anno il manuale estivo "Come far colpo su una tredicenne", il quale ha attirato però feroci critiche dagli  ambienti ecclesiastici, a dirla tutta già indispettiti da tempo per il titolo della collana; i porporati più illustri non hanno manifestato alcuna remora nel bollare l'opera come il vergognoso manifesto di un gerontofilo.

Insomma, la carriera di Everaldo Maiale non la si può definire propriamente una partita a Mahjongg; pur tuttavia crediamo che lo scrittore abbia centrato appieno il fulcro del ragionamento che si trova alla base del successo: l'importante è far parlare di sé, non importa se bene o male. Non per ultimo il plagio perpetrato ai suoi danni da Lady Cacca, cantante americana attualmente sulla cresta dell'onda, nel suo nuovo singolo dal titolo: "Don't call my name, Everaldo."

venerdì 17 settembre 2010

Vuvusettete

Ringraziamo Mamma Slovacchia. Mi direte: “Cosa?” Sì, sì, ringraziamola: pensate un secondo alla vuvuzela. Pensato? Bene. Pensate ora se gli azzurri si fossero qualificati agli ottavi. L’Italia gioca contro l’Olanda e, ormai ringalluzzita dallo scampato pericolo (e dal culo di Lippi in rialzo sui mercati mondiali), passa inopinatamente il turno. Va ai quarti e ci trova il Brasile che, pur passando subito in vantaggio, scompare nella ripresa. L’Italia è lanciata e, dopo un inizio all’insegna di un lieve e cauto sbandamento, ne approfitta segnando due reti che chiudono la partita, poi semifinaleggia con l’Uruguay tra l’entusiasmo generale e non può certo permettersi il lusso di mollare proprio ora. Le vuvuzela ormai strombazzano in centro attorno ai maxischermi, il vostro vicino di casa ha cominciato a prenderci gusto e poi, convinto dalle insistenze del figlioletto, si è procurato un esemplare di quello strumento ronzante, ma lui e il marmocchio aspettano a suonarlo per scaramanzia.
L’Italia smantella l’Uruguay con un categorico 3-1 e la finale le spalanca le sue porte per un’appassionante rivincita con la Spagna. Le furie rosse non sono più la squadra spettacolare di due anni prima e si vede: solo la prudenza impedisce agli azzurri di vincere già nei tempi regolamentari. A una decina di minuti dai rigori arriva comunque la rete decisiva degli azzurri su calcio d’angolo (proprio quel calcio d’angolo che l’arbitro non concesse nella brutta finale con l’Olanda che ci siamo sorbiti un paio di mesi fa). È finita: da lì in poi la moda della vuvuzela contagia anche vostra suocera e gli altri vicini. Il cortile diventa un putiferio assordante. Il frastuono non accenna a ridursi nei giorni seguenti e non si può più star tranquilli neppure in ufficio: persino il direttore generale strombazza senza ritegno a perenne ricordo dell’insperata vittoria azzurra. Già quella del 2006 aveva meravigliato non poco il pubblico più fiducioso, figurarsi questo bis che ricorda pure nei dettagli la partenza mogia dell’82 e poi la rinascita. Voi però non ce la fate più: non c’è pace tra i nuovi ulivi, non potete farvi una dormita perché le vuvuzelas vi rintronano anche nelle ore più quiete della giornata e della nottata, il vicino ha ormai noleggiato un’orchestra a tempo pieno e voi avreste l’intenzione di seguire le orme di una romantica coppietta di Erba quando improvvisamente vi svegliate, fate mente locale un secondo e poi, rasserenati, bisbigliate all’Italia e al Mondo: grazie Slovacchia, no alle vuvuzelas.
Mario Kraus

martedì 14 settembre 2010

Notti magiche

La classifica 2009 stilata dalla Federazione Italiana Condomini Associati sul tema "Chi vorresti uccidere dopo i Teletubbies e i treni parlanti di Italia 1 (solo morte lenta e dolorosa)?" ha visto trionfare la figura del vicino di casa. Ebbene, la classifica è uscita in tempi non sospetti, pochi mesi prima dall'ultima geniale offerta in campo energetico che Enel ha proposto, o meglio imposto ai propri clienti al fine di adeguarsi alle direttive UE. Per chi si fosse sintonizzato solo ora, la direttive della UE sono delle leggi che escono con la stessa frequenza delle estrazioni del superenalotto ed il cui obiettivo è quello di mettere al bando ogni cosa che abbia a che fare con l'Italia. Esatto, stiamo parlando degli stessi signori che, svariati mesi or sono, hanno dichiarato fuorilegge la mortadella e la nutella, e su quest'ultima hanno pure messo una taglia di $1000. Ma torniamo alla bolletta. La tariffa a maggior tutela (nome ironico dato da Enel per farci credere che qualcuno tuteli i consumatori) prevede un risparmio misurabile con i più moderni apparecchi di precisione solamente se si usano elettrodomestici del tipo: forni crematori, caricabatterie per lo Shuttle, lava pianeti e via discorrendo. Ma il vicino di casa, l'odioso, si è messo in testa di risparmiare. Proprio lui, che d'inverno tiene il riscaldamento a 60°C per poter aprire le finestre e far vedere il panorama al cardellino ("sennò mi si intristisce a guardare sempre la televisione", parole testuali). Lui, che ogni sabato sera lascia la luce del garage accesa infischiandosene dei numerosi reminders (avremmo voluto usare il termine "mementos", ma non volevamo far pubblicità alle caramelle) e opponendosi strenuamente all'installazione di sensori per l'accensione automatica. No, adesso lui vuole risparmiare perchè "Enel ci vuole bene e ci tutela". Non bastava Chopin dopo le 23 ad insegnarci con tristezza la definizione di "notturno". A renderci la vita impossibile adesso c'è anche la lavatrice programmabile. Tutto di una semplicità sconvolgente: la si accende alle ore 20, la si carica col bucato, si inserisce il detersivo e la si programma... per le 3 di notte.
Nota a margine: una lavatrice che lava alle 3 di notte equivale ad un boeing che vi atterra sul martelletto. Ma il vicino non si ferma qui. Ad orari compresi fra l'una e le cinque, vengono accesi in ordine: mixer ad immersione, massima velocità, "per dare una ripassata al minestrone"; frullatore multifunzione, "per preparare una veloce macedonia"; phon, "ieri pomeriggio mi ero casualmente scordato di asciugarmi i capelli". Fatto sta che le notti passano insonni ed il livello di sopportazione decresce esponenzialmente. Attendiamo con trepidazione l'aspirapolvere e poi possiamo sentirci liberi di suicidarci in allegria.

domenica 12 settembre 2010

Nuove Buone dal Liscio

Le ultime mirabolanti imprese azzurre (5-0 alle Isole Far Oer, mica al Roccacannuccia United) esaltano i giornalisti che finalmente sciolgono tutte le riserve sulla squadra. L’Italia rischiava seriamente di diventare un po’ troppo simpatica dopo la sconfitta con la Costa d’Avorio e i primi 45’ disastrosi con l’Estonia, ma ora che la difesa è stata registrata e masterizzata un paio di esperti sportivi affermano che “si vede già la mano di Randelli” (per il cotton fioc, invece, dovremo ancora aspettare).
Il prossimo incontro valevole per gli Europei polacco-ucraini si giocherà fra un mesetto e vedrà gli azzurri all’opera contro un’altra temibile corazzata: l’Irlanda del Nord. Vi ricordate la noia e il disinteresse dei tifosi che guastarono il fegato a Pacifico quando l’Italia era impegnata in sonnacchiose eliminatorie con la Georgia e con la Marisa? Sono ormai un remoto spauracchio: dopo i tremori metafisici col Paraguay e con la Nuova Zelanda (per tacere della sconfitta rigenerante con la Slovacchia) anche un incontro coi nordirlandesi si può considerare equilibratissimo e foriero di un’audience ai livelli della finale 2006.
Mario Glatt (il sosia di Mario Kraus ma coi capelli lisci)

giovedì 9 settembre 2010

Da Alvaro il Sordo

Ci scrive Francesco Ione, un aficionado del blog. "Sono proprio contento che siete tornati! È vero che tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile. Ma d'altra parte, se non fosse esistito Thomas Edison, oggi giocheremmo con la Playstation 3 a lume di candela...". Concordiamo con lui appieno, e aggiungiamo che, se non ci fossero stati i fratelli Wright, oggi non sarebbe così facile fare una veloce partita a Shanghai, considerate le distanze. E bravo Checco! Nomina sunt omina.
A proposito di "nomina sunt omina", l'altro giorno abbiamo avuto la brillante idea di recarci al ristorante "da Arvaro il sordo". Non che la nostra cucina fosse malaccio, ma, visti i precedenti con il sugo e le vicine di casa, dopo circa due settimane di scatolette e liofilizzati la nostra missione (risanare il deficit della Findus) poteva considerarsi conclusa. Milvio Merli Scotti ha deciso al novantatreesimo di unirsi alla combriccola, nella speranza di farsi pagare il conto. E, già che c'era, si è portato anche il marsupio per gli avanzi. "Sa com'è, è per il cane", la solita scusa. Aveva anche la risposta pronta nel caso in cui qualcuno dei presenti gli facesse notare che il cane non ce l'ha: "...ma domani me lo compro...". Etichettata come il miglior punto di ristoro nel raggio di 350 chilometri, fatta eccezione forse per l'Autogrill sulla Flaminia antica, da Alvaro si mangiava molto bene, stando alla recensione del Gambero Rozzo. La guida gli affibbiava addirittura cinque forchette di cucina e quattro palle di pubblico. L'unico problema stava nelle ordinazioni: Alvaro era effettivamente sordo, pertanto si consigliava vivamente di ordinare a VOCE ALTA. Nonostante le urla, qualcosa è andato storto. A chi era indisposto e ha chiesto un bollito, è stato portato un burrito al limite del ricovero. Milvio Merli Scotti, più fortunato, alla richiesta di pesce con lisca, si è visto servire pesce con viskas. L'indomani, invece del cane, avrebbe comprato il gatto.

mercoledì 8 settembre 2010

Buone nuove dal Crespo

Il blog riparte e, già che ci siamo, nonostante il superlavoro e il Superenalotto riparte anche Kraus, il quale deve scusarsi coi lettori per la prolungata assenza che ha privato loro di una saga che prometteva scintille, ovvero Le avventure di Mansarda e Manligure, un duo che avrebbe potuto tranquillamente superare Beppe Grillo e il suo sito biologicamente testato (almeno secondo i sondaggi Doxa). Un paio di notiziole velociotte: è vero che Kraus ha fatto sei, ma al Totocalcio, quindi il viaggetto alle Bahamas previsto per le quattordici/quattordici e un quarto è saltato; inoltre è stata rivelata la località segreta da lui scelta come buen retiro. Secondo fonti attendibili (Travaglio, Santoro et al) sarebbe Torino Marittima, ringhiante paesello che ha appena dichiarato guerra a Pitigliano e a Nocera Media, e almeno nel primo caso ha fatto benissimo.
E la Nazionale italiana di futbol (vi chiederete ansiosi come degli esaminandi alla vigilia)? Beh, un po’ di cosette le saprete già: Pino Pacifico non è più l’allenatore degli azzuri dopo la cacciata a furor di popolo a seguito del fallimento mondiale (c’è chi ancora scuote la capoccia e si domanda “Ma cos’è la Slovacchia?”). Al suo posto si è insediato Cesare Randelli, al cui confronto Pacifico fa l’effetto di una tisana alla camomilla. I giornalisti esperti di calcio hanno ripreso morale in fretta e l’hanno dimostrato con una delle più belle battute dell’anno (“Estonia-Italia, ora si fa sul serio”), segno che Randelli ha già ridato all’ambiente la verve che ci vuole. Il nuovo ct è poi talmente in forma che nell’ultima intervista concessa a Tele Pass ha dichiarato: “Ma quale cotton fioc (vedi post precedente, N.d.R.), a me per raggiungere l’orgasmo bastano e avanzano le mani”. Eppure dopo Italia-Costa d’Avorio e nell’intervallo di Estonia-Italia la Federazione era stata categorica: “Randelli non si tocca”.
Mario Kraus

martedì 7 settembre 2010

Arivìa

Primo post del 2010. "Ve siete svejati presto", direbbe Igghiro, un nostro caro amico nipponico.
Ci è capitato di ritornare, quasi per casualità, su questo blog. A dire il vero, è stato l'ennesimo report infimo di ShinyStat a farci riflettere. Eppure questo era un sito frequentato, una volta. Di certo non avevamo la stessa affluenza di Youporn (anche se l'impostazione grafica ce l'hanno copiata di sana pianta), ma non potevamo lamentarci. Eravamo liberi e felici, come la farfalla degli assorbenti.
Poi tutto si è assopito.
Milvio Merli Scotti ha continuato la propria esistenza di alti e bassi lontano dalla luce dei riflettori, Mario Kraus ha fatto 'sei' al superenalotto e ha avuto anche la faccia tosta di richiedere il pagamento dei 5 euro per il Superstar; per chiare motivazioni socio-politiche ha preferito ritirarsi in una località segreta di cui conosciamo soltanto le coordinate GPS, niente altro. E così i lettori si sono dissolti nei meandri della rete, nel labirinto ovattato di Facebook, Twitter... e Youporn.
Dopo qualche mese di oblio, abbiamo alzato la testa e ci siamo chiesti: il nostro sarebbe un blog vincente? Servirebbe a qualcuno? A chi potrebbe piacere? Andiamo a fare una ricerca su internet e vediamo quali sono i blog italiani più cliccati.
Al primo posto della classifica mensile troviamo il blog di Beppe Grullo (abbiamo furbescamente offuscato il vero nome per evitare pubblicità occulte), e vabbè, non è una novità. E' risaputo che il Grullo va in giro con una Prius a petrolio acquistata grazie a Google Adsense.
Al quinto posto troviamo Geekissimo, sito molto interessante in cui insegnano come trasformare un mixer da cucina in un cotton fioc high-tech, con i risultati che non tutti si aspettano. All'undicesimo posto spicca il blog "Haisentito?", in risposta al precedente.
Dal quarantanovesimo posto in poi (occupato al momento da Moria De' Filippi - saranno contenti i signori Filippi), figura una sequela di blog insignificanti, fra cui "Non ero sveglio ma sognavo di esserlo" e "Mi stavo addormentando ma poi ho cambiato idea leggendo i possibili usi dei cotton fioc".
La domanda è: noi non riusciremmo a fare di meglio?
Rieccoci qui.