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giovedì 5 settembre 2013

Sacra Sindrome

Avete passato una vacanza indimenticabile a visitare Paesi più ricchi ed avanzati di noi, tipo le isole Barbados? Avete scalato l'Everest e, giacché vi restava qualche spicciolo di forze, c'è scappata anche un'escursione sull'Everovest (tanto per non far torto a nessuno)? Avete mangiato, bevuto e danzato senza fine nei rinomati locali della riviera umbra? Bene.
Bentornati nella realtà! Se vi conosco bene a quest'ora starete ancora sull'autobus e la vostra fermata è già passata da un pezzo; o forse vi troverete in coda al casello ad inveire contro il nostro premier Henry Colletta per l'aumento del pedaggio.
Se vi sentite preoccupati, anzi, osi per il vostro quotidiano, sappiate è tutta colpa di una sindrome che purtroppo non si chiama "sindrome di chi je rode er chiccherone e spaccherebbe tutto, compreso un televisore in testa alla vecchia de sopra", ma più semplicemente "sindrome di Ulisse".
Proprio come l’eroe della mitologia greca creato da Omero, gli Italiani si sentono smarriti, in balia degli eventi, speranzosi di ritrovare il prima possibile un po’ di tranquillità e serenità, quella che per l’eroe dell’Odissea era la sua terra, Itaca l'Italia.

Soluzioni? A parte la Schoum per il fegato, la possibilità di uscirne vivi sarebbe quella di affrontare l’impatto del rientro con un atteggiamento mentale positivo e propositivo, ad esempio riordinando e riorganizzando lo spazio di lavoro con un tocco personale (bottiglie di vodka melon e riviste a luci rosse assortite potrebbero aiutare), oppure provando a valorizzare gli aspetti divertenti del proprio lavoro, ad esempio: "Che bello, oggi mi mancano SOLO cinquant'anni alla pensione!", "Wow, stamani sulla Tiburtina ho finito l'album 2013 delle bestemmie Panini!", "Finalmente un Sindaco come si deve: Marino ha risolto il problema dei Fori!". Ora speriamo si occupi anche di quello delle buche.

Anton Gardner