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sabato 7 settembre 2013

Caro Diario

Italia, anno 67 a nova societate condita.

Caro diario,
anche oggi sono andato a scuola ed al mio insegnante n.4, all'ora diversamente-prima (credo in passato si chiamasse “seconda”) è premuto significarmi un suo disappunto, del tutto soggettivo ergo opinabile a piacere, per il fatto di non aver rispettato una concordanza durante il compito di interlingua. Oltre ad avermi comminato un'ammenda di 1,5 Bitcoin, mi ha dato una pacca sulle spalle dicendo che la fortuna non era proprio dalla mia: considerato che le regole si negoziano di giorno in giorno, probabilmente domani sarei stato addirittura premiato in una situazione analoga. Per inciso: la pacca sulle spalle è pratica comune, benché morbosamente tangente all'atto sessuale, utile a scongiurare il rischio di un ingresso trionfale nel circolo diversamente-virtuoso della depressione.
Rincasato a mezzodì-che-non-ha-nulla-da-invidiare-al-dì-intero, con mia enorme sorpresa ho trovato il mio genitore n.1 litigare con il mio genitore n.1. La ragione dell'alterco era da ricercarsi nell'errata compilazione del modulo di adozione di Babby, l'adorata bestiola impostaci dal Ministero delle Attività Canine per contrastare il vergognoso fenomeno delle palette e dei sacchetti per deiezioni, pubblicizzati da sovversivi nei quartieri “difficili”.

Genitore n.1: “Ma porca donna di facili costumi!! Ti avevo detto di firmare nella casella diversamente-prima, non nella prima!”.
Genitore n.1: “Hai ragione, scusami, ma da quando hanno introdotto la denominazione 'genitore n.1' e 'genitore n.1' per non fare torto a nessuno non mi raccapezzo più. Belli i tempi in cui potevamo chiamarci con il nostro vero nome, 'genitore n.1' e 'genitore n.2'...”
Genitore n.1: “Ti ho già invitato a non andare a dire in giro queste cose, non vorrei ti arrestassero per discriminazione. Se ti sentono, sono volatili per diabetici: l'anno scorso se so' bevuti amico n.58-ma-non-perché-sia-inferiore-ad-amico-n.57-né-ad-amico.n.56-né-così-via-fino-ad-amico-n.1, per una cretinata del genere lo hanno messo in gattabuia-ma-senza-nessun-offesa-a-felini-di-qualsivoglia-razza e ci ha passato addirittura 20 giorni; càrcola che non c'era posto e hanno fatto uscire uno stupratore”.
Genitore n.1: “Sì, ma io non ne posso più, e poi per cosa??? Per adottare questo amabile cucciolo che non vogliamo... io sono pure allergica!”
Genitore n.1: “Non possiamo esimerci da questo compito, eppure l'hai studiata educazione civica a scuola, o no?, quindi ora ristampiamo un diversamente-primo modulo e ricominciamo daccapo! E non usare più il femminile! Devi usare il neutro!”
Genitore n.1: “Senti, ma se scappassimo all'estero?...”
Genitore n.1: “Ancora! Non se ne parla proprio, lì hai pure il problema di trovare il modo di spendere i soldi invece di darli interamente allo Stato come facciamo noi. Aggiungeresti preoccupazioni ad altre preoccupazioni”
Genitore n.1: “Io sto impazzendo!!!”
Genitore n.1: “E falla finitaaa!!!”
Genitore n.1: “NOOOO!!!”
Genitore n.1: “AHOOO!! Ma che è 'sta caciara che state a combina'????”
Genitore n.1: “Eccoti! Meno male che sei arrivato! Senti, di' qualcosa a Genitore n.1 che sta a fa' 'na scenata che pareno due!”

Caro diario,
il diverbio fra i miei Genitori n.1 è perdurato per circa due ore, fino a quando è tornato a casa l'ultimo Genitore n.1 ('ultimo' per ordine di apparizione, ovviamente). Con 19 moduli errati-ma-senza-offesa sul tavolo si è comunque ritrovato il bandolo della matassa e Babby è finalmente entrato a far parte della nostra poliamorevole famiglia.

Componente n.1 della prole